Con il decimo aggiornamento dell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia, gestito dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, sono stati riconosciuti 82 nuovi alberi nelle regioni Umbria, Abruzzo e Puglia. Il patrimonio arboreo nazionale raggiunge così 5.008 schede, che corrispondono a 17.564 esemplari monumentali: 4.524 sono alberi singoli e 13.040 fanno parte di gruppi omogenei. Questi alberi sono riconosciuti per il loro valore biologico ed ecologico, l’età, le dimensioni, la morfologia, la rarità, il ruolo di habitat, oltre che per motivi storici, culturali, religiosi e paesaggistici.

Tra le nuove aggiunte spiccano tre esemplari simbolici. Il Pino d’Aleppo ‘coricato’ si trova a Pescara: il suo tronco, di oltre 2 metri di circonferenza, è adagiato al suolo a causa di un cedimento del terreno; la scienza lo considera un raro caso di adattamento, mentre la leggenda attribuisce questa forma al canto delle ninfe marine. Un altro esemplare notevole è il Tasso Vetusto nella Foresta Umbra in Puglia, conosciuto come ‘Albero della Morte’ per la tossicità di foglie e semi: la pianta è millenaria e simboleggia l’immortalità grazie alla capacità di generare nuovi fusti dal legno marcio. In Umbria, la Roverella di Nottoria è una quercia con un tronco oltre i 5 metri di circonferenza; secondo la tradizione, quest’albero avrebbe sconfitto un inganno del Diavolo trattenendo le foglie secche durante l’inverno.