Il Fondo Monetario Internazionale ha definito il debito pubblico italiano “troppo elevato” e vulnerabile agli shock, raccomandando di accelerarne la riduzione per rafforzare la resilienza del Paese. Nel rapporto Article IV, il Fondo riconosce i progressi nel consolidamento fiscale, con deficit previsto al 3,1% del Pil nel 2025, ma segnala una crescita economica debole, stimata allo 0,5% fino al prossimo anno. Gli economisti FMI consigliano al governo di sostituire la riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina, già prorogata diverse volte, con misure mirate a favore delle famiglie vulnerabili. Secondo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la questione del debito non è una novità e si attende una risposta della Commissione Europea sulla possibile estensione delle regole di flessibilità per le spese in energia come già avvenuto per la difesa.
Il Fondo sottolinea che, nonostante il deficit sia in calo, il debito resta alto e potrebbe crescere oltre il 138% del Pil nel periodo 2026-2027. Viene considerato vulnerabile a shock di crescita, dei tassi d’interesse e della fiducia. Il FMI suggerisce di rafforzare il consolidamento fiscale con ulteriori sforzi, stimati in circa l’1% del Pil entro il 2026-2027, così da garantire una riduzione più solida del rapporto debito/Pil. Sul fronte della crescita, le previsioni rimangono modeste: il Pil italiano dovrebbe aumentare dello 0,5% anche negli anni successivi, un dato leggermente inferiore alle stime governative.
Tra le raccomandazioni, il FMI indica che la recente riduzione delle accise dovrebbe lasciare il posto a trasferimenti mirati per chi è più in difficoltà. Viene promossa la riforma fiscale varata dal governo, considerata efficace, ma il Fondo invita all’eliminazione della flat tax per i lavoratori autonomi e a un aggiornamento dei valori catastali degli immobili. Il sistema finanziario italiano, secondo il FMI, dimostra invece una buona resilienza e capacità di resistere anche a shock significativi.
