L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) monitora il focolaio di hantavirus sviluppatosi sulla nave da crociera MV Hondius, impegnata in viaggio nell’Atlantico. Finora si registrano tre decessi, una coppia olandese e una donna tedesca, e otto casi confermati, con la possibilità di ulteriori contagi secondo l’Oms. Il rischio di diffusione nella popolazione generale è considerato basso, ma il periodo di incubazione può durare fino a sei settimane.

A livello internazionale, la Commissione europea ha avviato una risposta coordinata attivando il meccanismo di protezione civile, con discussioni in programma per definire i protocolli di quarantena e le linee guida. Le autorità sanitarie stanno tracciando i contatti e monitorando i passeggeri sbarcati, provenienti da 12 Paesi, che hanno lasciato la nave il 24 aprile. La nave prosegue il viaggio verso le Canarie con particolare attenzione da parte delle autorità locali.

Due dei contagiati sono stati trasferiti nei Paesi Bassi. Una assistente di volo Klm è sotto osservazione ad Amsterdam dopo sintomi lievi, essendo stata a contatto con una delle persone poi decedute, mentre un passeggero danese si è autoisolato, così come due persone nel Regno Unito. Sull’isola di Sant’Elena sono sbarcati 29 passeggeri, inclusi casi sotto osservazione sanitaria. Il primo passeggero infetto diagnosticato è stato un britannico di 69 anni, trasferito successivamente a Johannesburg, risultato positivo il 2 maggio. Un altro caso confermato riguarda un passeggero svizzero, ricoverato a Zurigo.

A Capo Verde sono stati sbarcati tre casi sospetti, tra cui due membri dell’equipaggio, mentre a Singapore due residenti della crociera sono stati isolati in attesa di test. Sul possibile luogo d’origine del contagio, il Cile ha negato che il caso indice abbia contratto l’infezione nel suo territorio, mentre si ipotizza che una discarica presso Ushuaia, in Argentina, possa essere coinvolta come serbatoio del virus.

Non esiste una cura specifica o un vaccino per l’hantavirus, rendendo prioritario il tracciamento dei contatti e la supervisione internazionale per evitare ulteriori casi.