Un attacco missilistico balistico iraniano ha colpito tra venerdì e sabato la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, nota come ‘The Rock’, comportando il ferimento lieve di cinque militari americani e seri danni a due droni d’attacco MQ-9 Reaper, uno dei quali distrutto. La base rappresenta un centro multinazionale strategico per le operazioni della coalizione internazionale, ospitando oltre 13 mila unità statunitensi. Sebbene il missile sia stato intercettato, i detriti caduti hanno causato i danni e i feriti, che comprendono sia personale in servizio attivo sia contractor. L’attacco segnala l’instabilità della tregua tra Stati Uniti e Iran: le ultime settimane hanno visto accuse reciproche di violazione del cessate il fuoco, come l’attacco americano al porto di Bandar Abbas e la risposta iraniana con colpi contro navi nello Stretto di Hormuz. Qui il traffico navale rimane sotto forte minaccia, tanto che molte imbarcazioni disattivano i sistemi di tracciamento e procedono solo dopo aver ricevuto autorizzazione dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Parallelamente, nel sud del Libano continua l’avanzata israeliana oltre il fiume Litani fino alla periferia di Nabatieh. Secondo l’Unicef, negli ultimi sette giorni 77 bambini sono rimasti uccisi o feriti in quest’area. Il percorso negoziale tra le parti sembra incontrare difficoltà: colloqui recenti tra rappresentanti militari israeliani e libanesi non hanno prodotto risultati concreti, mentre sul campo continuano raid e lanci di razzi. Il primo ministro libanese ha denunciato un’escalation definita senza precedenti. Nel frattempo, a Gaza, le autorità locali segnalano 929 vittime dall’inizio della tregua a ottobre.