Recenti ricerche sostenute dal National Institutes of Health hanno valutato un esame del sangue che misura i livelli di p-tau217, una proteina associata all’accumulo cerebrale dovuto all’Alzheimer. Lo studio, condotto su oltre 600 adulti anziani senza sintomi, ha riscontrato che livelli elevati di questa proteina possono prevedere l’insorgenza dei sintomi con un margine di errore medio di tre-quattro anni. In particolare, livelli elevati di p-tau217 a 60 anni sono correlati allo sviluppo dei sintomi circa vent’anni più tardi; se l’innalzamento della proteina avviene a 80 anni, i sintomi tendono a presentarsi dopo circa undici anni.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che tali risultati vanno confermati su popolazioni più ampie e diversificate e che, per ora, l’accuratezza non è sufficiente per l’uso clinico individuale. Secondo la dr.ssa Sheena Aurora dell’Alzheimer’s Association, i test su biomarcatori del sangue dovrebbero essere impiegati solo in contesti specialistici per pazienti già con sintomi; non sono raccomandati per chi non presenta segni di declino cognitivo.
Attualmente, alcuni test ematici, come il Fujirebio Lumipulse G pTau217/β-Amiloide 1-42 Plasma Ratio e il Roche Elecsys pTau181 Plasma, sono stati approvati dalla FDA per adulti sopra i 55 anni con sintomi di declino cognitivo. Questi test sono più accessibili e meno costosi rispetto a PET e risonanza magnetica, ma presentano limiti: la loro accuratezza può variare e il rischio di falsi positivi esiste, soprattutto in presenza di altre condizioni come le patologie renali croniche.
Le linee guida raccomandano che questi esami vengano prescritti e interpretati da personale sanitario nel contesto di una valutazione clinica più ampia, poiché non sostituiscono l’iter diagnostico completo. Gli esperti evidenziano anche l’importanza di una maggiore informazione per pazienti e operatori sanitari, oltre che di una chiara gestione clinica dopo il risultato del test. Sono attesi ulteriori sviluppi e dati da nuovi studi che saranno presentati, tra l’altro, all’Alzheimer’s Association International Conference nel 2026.
Negli Stati Uniti sono in discussione iniziative legislative (ASAP Act) per facilitare l’accesso ai test del sangue approvati, ma al momento la copertura assicurativa è limitata e richiede aggiornamenti normativi.
