Una nuova sonda a fibra ottica è in grado di bruciare le cellule tumorali direttamente all’interno dell’organismo, utilizzando luce e calore. Questo risultato, pubblicato sulla rivista Light: Science & Applications, è frutto della collaborazione tra l’Istituto di Fisica Applicata ‘Nello Carrara’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ifac) e la Jinan University di Guangzhou. La sonda, secondo il Cnr, usa un approccio minimamente invasivo e personalizzabile grazie a una superficie conica dotata di un indicatore di pH, un indicatore di temperatura e un agente fototermico, che trasforma la luce in calore. Secondo Francesco Chiavaioli, coordinatore italiano della ricerca, il dispositivo integra varie funzioni sfruttando le diverse lunghezze d’onda della luce: identifica i bordi del tumore rilevando il pH prima del trattamento, durante la terapia distrugge le cellule tumorali grazie al calore prodotto e controlla la temperatura, e dopo valuta la riuscita della terapia monitorando in tempo reale il ritorno del pH a valori normali. Questa tecnologia permette una terapia fototermica ‘closed-loop’ che supera i problemi legati alla profondità di penetrazione della luce e alla tossicità dei nanomateriali, riducendo anche la necessità di interventi invasivi ripetuti e fornendo feedback terapeutici immediati. I test effettuati su animali hanno confermato la buona efficacia terapeutica e l’elevata biocompatibilità del dispositivo. La ricerca propone nuove possibilità per lo sviluppo di piattaforme multifunzionali a base di fibre ottiche da impiegare sia nella pratica clinica che nello studio di nuovi meccanismi terapeutici.