L’astronauta della NASA Victor Glover ha sottolineato, in una conferenza stampa del 29 marzo prima della missione Artemis II, l’importanza di considerare il ritorno sulla Luna come parte della storia umana piuttosto che una tappa legata all’identità individuale. Sebbene la composizione dell’equipaggio, con la prima donna e il primo astronauta afroamericano in una missione lunare, sia storica, Glover ha affermato che auspica un futuro in cui queste “prime volte” non siano più al centro dell’attenzione. L’astronauta ha riconosciuto il valore dell’identificazione, ma ha evidenziato che il vero traguardo sarebbe parlare di storia dell’umanità, non di storia specifica di gruppi. I suoi commenti hanno suscitato ampio consenso sui social, soprattutto tra personaggi conservatori che hanno apprezzato la sua attenzione al valore collettivo dell’impresa.

Anche i colleghi Christina Koch e Jeremy Hansen hanno condiviso la stessa prospettiva, sottolineando l’importanza che tutti possano lavorare con eguale impegno per realizzare il sogno di esplorare lo spazio e che ogni persona in grado di contribuire può essere parte della missione. La missione Artemis II è partita dalla Florida il 1° aprile 2026 e prevede il ritorno degli astronauti nell’orbita lunare dopo decenni.

Glover ha inoltre raccontato la routine della giornata di lancio, segnata da un programma preciso che lascia poco tempo a rituali personali. Di solito, prima di volare, recita una breve preghiera e invia un messaggio alla famiglia. Il giorno della partenza, però, riserva un momento per dire di persona ai suoi cari che li ama.