Tensioni all’interno della maggioranza dopo la mancata intesa sul nome di Federico Freni, sottosegretario leghista, per la presidenza della Consob. Secondo la Lega, rappresentata da Riccardo Molinari, esisteva un accordo che Forza Italia avrebbe rimesso in discussione. Forza Italia, tramite Raffaele Nevi, smentisce e parla di assenza di qualsiasi accordo, lamentando una mancanza di consultazione. La Lega insiste sul nome di Freni mentre rilancia il pressing anche su altre questioni legate alla sicurezza, tra cui l’operazione Strade sicure e vari provvedimenti da inserire nei pacchetti all’esame del governo.

In Forza Italia emerge invece la proposta di Federico Cornelli, attuale commissario Consob, e viene sottolineata da più fronti la possibilità di convergere su un profilo tecnico. Fratelli d’Italia evidenzia che la questione Consob non è collegata ad altre nomine e auspica la ricerca di una soluzione in tempi brevi.

Le tensioni sono emerse anche in commissione durante la discussione sul decreto Ucraina, in attesa del voto in Aula. In particolare, ci sono incertezze legate ai cosiddetti ‘vannacciani’, tra cui Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che avevano già espresso dissenso rispetto alla linea della maggioranza e che avrebbero tolto la spilla del partito della Lega. Nel centrodestra si è comunque registrata unità su un emendamento che elimina la parola ‘militari’ dal decreto Ucraina, sebbene all’interno di Fratelli d’Italia e Forza Italia ci siano disparità di vedute su questa scelta, percepita da alcuni come una concessione alla Lega.

Sul fronte della sicurezza la Lega propone un doppio binario, con decreto e disegno di legge per mantenere alta l’attenzione. Tuttavia, Forza Italia esprime ancora dubbi su alcuni aspetti del pacchetto. Eugenio Zoffili, capogruppo leghista in Commissione Difesa, spinge in particolare per il potenziamento dell’Operazione Strade sicure, ulteriore motivo di confronto tra gli alleati.