A Melbourne, città nota per l’accoglienza delle differenze, anche il tennis riflette questa diversità, soprattutto nei giorni che precedono le semifinali degli Australian Open. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, entrambi tra i favoriti del torneo, si preparano in modi contrapposti, rispecchiando le loro differenti personalità e approcci. Alcaraz si allena all’aperto davanti a numerosi tifosi, trasformando l’allenamento in un evento pubblico e lavorando su colpi come smorzate e back di rovescio, senza rinunciare al contatto diretto con i sostenitori. Sinner, invece, preferisce la riservatezza, scegliendo una sessione a porte chiuse nel National Tennis Centre, mirata a concentrazione e continuità, con esercizi specifici su servizio e risposta, sotto la supervisione dei suoi allenatori e con l’aiuto di uno sparring di Tennis Australia. Anche gli altri semifinalisti seguono strategie studiate: Zverev sceglie il campo all’aperto con scambi intensi e lavoro sul ritmo assieme al fratello, mentre Djokovic modifica i piani all’ultimo momento, allenandosi con il giovane Jovanoski sulla risposta aggressiva. Intanto, Sinner annuncia una nuova sponsorizzazione con Allianz, che lo ha scelto come global brand ambassador. Le semifinali vedono quindi i primi quattro giocatori del ranking in corsa per il titolo, evento che non accadeva da tredici anni.
Australian Open: per Sinner l’ostacolo Djokovic, caccia alla finale di Melbourne
