In occasione dei 250 anni degli Stati Uniti, l’ex segretario HUD e neurochirurgo in pensione Ben Carson ha sottolineato in un’intervista a Fox News Digital l’importanza della fede e dei principi religiosi nella fondazione del Paese. Carson ha evidenziato che le scuole americane non trasmettono più una visione storica completa e influiscono sugli studenti veicolando idee contrarie al patriottismo e ai valori tradizionali. Riferendosi alla Dichiarazione di Indipendenza, Carson ha ricordato come essa attribuisca i diritti fondamentali ai cittadini a un creatore.
Carson ha citato la figura di George Washington, noto per il suo legame con la preghiera e per essere stato chiamato ‘Washington l’invulnerabile’ durante la battaglia di Monongahela, nei conflitti franco-indiani, dove uscì illeso nonostante fosse stato ripetutamente bersagliato. Una leggenda racconta anche il riconoscimento da parte di un capo indiano della presunta protezione divina su Washington.
Durante la Convenzione Costituzionale del 1787, Carson ha ricordato come Benjamin Franklin invitò gli altri delegati a pregare nei momenti di disaccordo, momento considerato decisivo nella stesura della Costituzione che, secondo Carson, resta la più longeva al mondo senza sostanziali modifiche, segno della sua ispirazione divina.
In vista del 4 luglio, Carson pubblicherà il libro per bambini ‘Built on Faith’, parte della campagna ‘America Wins’ della casa editrice Brave Books. Il volume mira a trasmettere alle nuove generazioni la centralità della fede nella storia americana. Carson ha inoltre sottolineato il valore dell’identità nazionale e dell’eccezionalità statunitense, ribadendo la necessità di salvaguardare questi principi attraverso l’educazione dei giovani.
Con l’avvicinarsi delle festività di Pasqua e Pesach, Carson ha sottolineato come queste ricorrenze richiamino il tema della redenzione e dell’amore verso il prossimo, in opposizione alla tendenza ad ‘annullare’ chi la pensa diversamente.
Recenti dati del Barna Group indicano una crescita della partecipazione dei giovani alla vita religiosa: la cosiddetta Generazione Z frequenta la chiesa in media 1,9 volte al mese, cifra superiore a quella degli altri gruppi generazionali.
