Il giudice federale Brian Murphy, nominato dall’amministrazione Biden e con sede in Massachusetts, ha temporaneamente bloccato la decisione del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) di revocare lo status di protezione temporanea (TPS) per oltre 5.000 etiopi residenti negli Stati Uniti. La revoca, prevista dal DHS sotto l’amministrazione Trump, avrebbe reso questi migranti deportabili entro 60 giorni, in linea con la politica di restringere l’uso del TPS. Secondo il giudice, il DHS non ha rispettato le procedure richieste dalla legge per annullare il TPS.
Molte critiche si sono sollevate da parte dei conservatori, che vedono nella mossa del giudice un atto ostile verso le politiche dell’ex presidente Trump. Alcuni esponenti politici, come il senatore Eric Schmitt, hanno ribadito che la legge federale esclude la revisione giudiziaria per le decisioni sul TPS, osservando che la Corte Suprema era già intervenuta per ribaltare in precedenza decisioni simili di Murphy. Murphy, tuttavia, ha sottolineato che la Corte Suprema non ha chiarito la sua posizione su tutti i casi relativi al TPS, lasciando spazio, secondo lui, alla sua decisione.
La causa sul TPS è stata presentata quest’anno da un gruppo di difesa degli immigrati e tre cittadini etiopi titolari del TPS, sostenendo che il DHS avrebbe violato le leggi sull’immigrazione e discriminato incostituzionalmente contro i migranti etiopi, con decisioni che avrebbero privilegiato la riduzione di ingressi di immigrati non europei e non bianchi.
Nel mese precedente, Murphy aveva anche sospeso temporaneamente una nuova normativa sulle vaccinazioni proposta dal Segretario alla Salute, motivando che la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini probabilmente violava la legge. Questa decisione ha suscitato critiche tra i conservatori, che hanno accusato Murphy di attivismo giudiziario. Il Dipartimento di Giustizia potrebbe decidere di ricorrere contro la decisione recente di Murphy sul TPS, portando il caso nuovamente davanti ai tribunali.
