Negli Stati Uniti, le nuove Linee Guida Alimentari 2025-2030 sviluppate dal Dipartimento della Salute (HHS) e dall’Agricoltura (USDA) includono burro e grasso di manzo tra le opzioni salutari per cucinare, pur raccomandando di dare priorità all’olio d’oliva e ad altri oli ricchi di acidi grassi essenziali. L’American Heart Association (AHA), invece, invita a un approccio cauto e basato sulle evidenze nell’uso di burro e grassi animali, sottolineando il legame tra il consumo di questi ingredienti e l’aumento del rischio cardiovascolare. L’AHA suggerisce di privilegiare proteine di origine vegetale, pesce e carni magre e di limitare il consumo di carni rosse, burro, lardo e grassi come il tallow, pur condividendo con le linee guida federali l’importanza di una dieta a base di alimenti non processati e di limitare zuccheri e cereali raffinati.

Al dibattito partecipa anche lo chef californiano Andrew Gruel, collegato al movimento Make America Healthy Again (MAHA), il quale sostiene che la questione riguardi principalmente la quantità e la qualità dei grassi utilizzati nelle cucine domestiche americane. Secondo Gruel, utilizzare grassi tradizionali di qualità superiore – come burro, lardo, grasso di pollo (schmaltz), olio di avocado e olio d’oliva – permette di insaporire di più i piatti impiegando dosi inferiori. Gruel osserva che spesso si eccede con i grassi, ma passando da prodotti industriali a ingredienti migliori se ne può ridurre l’uso. Sottolinea inoltre come gli oli vegetali industriali, se utilizzati a lungo, sviluppino un sapore sgradevole, mentre i grassi animali e l’olio d’oliva offrano un gusto più pulito anche in piccole quantità.

Gruel e gli esperti di nutrizione concordano sull’importanza dell’olio d’oliva, mentre resta centrale il messaggio condiviso di ridurre alimenti ultraprocessati e limitare l’assunzione di grassi saturi, favorendo scelte pratiche e alimenti freschi cucinati in casa.