Le vaccinazioni hanno avuto un impatto fondamentale sulla salute pubblica, salvando 154 milioni di vite a livello globale negli ultimi cinquant’anni. In Europa, la diffusione dei vaccini ha permesso all’area di rimanere libera dalla poliomielite endemica dal 2002 e di registrare una significativa diminuzione dei casi di rosolia, difterite e parotite tra il 2000 e il 2024. Nonostante questi risultati, c’è preoccupazione per il recente aumento di malattie come pertosse e morbillo, dovuto al calo delle coperture vaccinali: nel 2024, sono stati segnalati 298 mila casi di pertosse e oltre 127 mila di morbillo, il dato più alto degli ultimi 27 anni. Anche in Italia, la protezione contro patologie come la polio e la difterite si mantiene grazie alla vaccinazione, mentre il morbillo resta diffuso con 529 casi rilevati nel 2025. Per il Papillomavirus umano (Hpv), responsabile di vari tumori, l’obiettivo dell’eliminazione del cancro cervicale nell’Unione Europea è avvicinabile tramite l’estensione della vaccinazione agli adolescenti, anche se la copertura resta disomogenea: alcuni Paesi superano il 90%, mentre altri restano ben al di sotto, con l’Italia a circa il 50% tra le ragazze e il 45% tra i ragazzi. L’Unione Europea ha attualmente in sviluppo 91 nuovi vaccini. Secondo Farmindustria, ogni euro investito in prevenzione può generare fino a 14 euro di benefici e la spesa per l’immunizzazione dovrebbe essere considerata un investimento strategico per la sostenibilità del servizio sanitario. Gli esperti sottolineano inoltre l’importanza di garantire la copertura vaccinale lungo tutto l’arco della vita, dalla gravidanza fino all’età adulta.
Calano le vaccinazioni, mai così tanti casi di pertosse e morbillo da 27 anni
