In Italia si registra oggi un generale calo dei prezzi dei carburanti: il gasolio tocca un prezzo medio di 2,166 euro al litro, con una diminuzione di 1,4 centesimi, mentre la benzina scende a 1,790 euro al litro, calando di 0,3 centesimi. Sulle autostrade, il costo del diesel è di 2,193 euro al litro (-0,8 centesimi) e quello della benzina verde è di 1,817 euro al litro (-0,6 centesimi). Questi dati sono forniti dal Codacons, che rileva tuttavia come i costi per i cittadini, rispetto al periodo precedente al conflitto, siano ancora elevati: si pagano oltre 148 milioni di euro in più a settimana solo sulla rete ordinaria. Secondo l’associazione, circa 88 milioni di euro settimanali in più vengono incassati da petrolieri e dalla filiera dei carburanti rispetto a due mesi fa, mentre lo Stato guadagna circa 61 milioni di euro in più attraverso Iva e accise.

Il vicepremier Matteo Salvini ha auspicato un intervento del ministro Urso affinché convochi le compagnie petrolifere per confrontare il prezzo alla pompa con quello di produzione, sottolineando come le compagnie siano rapide ad aumentare i prezzi quando ci sono problemi, ma lente nel ridurli quando la situazione migliora. Salvini si è dichiarato favorevole anche a eventuali interventi economici e fiscali sui grandi profitti di banche, compagnie petrolifere ed energetiche.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che le compagnie petrolifere hanno accolto l’esortazione a ridurre subito i prezzi dei carburanti formulata durante l’incontro al Mimit di giovedì scorso. Ha sottolineato che il calo dei prezzi registrato negli ultimi giorni testimonia l’efficacia delle misure adottate, aggiungendo che l’Italia si sta rivelando più efficace di altri Paesi europei nel contenere i prezzi.