Lo Stretto di Hormuz sarà riaperto a partire da venerdì, in concomitanza con la firma di un accordo tra Stati Uniti e Iran che prevede anche l’inizio di operazioni di sminamento. L’annuncio, diffuso dal presidente americano Donald Trump sui social, sottolinea che il petrolio tornerà a fluire liberamente, portando benefici economici sia alla regione che al resto del mondo. Trump ha descritto l’intesa come un successo storico verso la pace e la sicurezza nell’area, affermando di aver conseguito un risultato mai raggiunto dai suoi predecessori.

Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver imposto la propria volontà sugli Stati Uniti e su Israele durante il conflitto, sostenendo che i nemici non hanno alternativa se non accettare la sconfitta. Secondo Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano, gli impegni assunti da Teheran entreranno in vigore da venerdì: i negoziati per un accordo definitivo dureranno 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni. L’Iran avanzerà alla fase successiva delle trattative solo dopo che saranno sbloccati i propri asset finanziari e revocato il blocco navale statunitense.

Dopo l’annuncio della tregua tra USA e Iran, i prezzi del petrolio sono scesi in modo marcato: il Wti è calato del 4,8% a 80,80 dollari al barile e il Brent del 3,9% a 83,89 dollari. L’accordo, confermato dal Pakistan e annunciato in Svizzera il 19 giugno, prevede la cessazione permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compresi quelli in Libano.

Trump ha inoltre autorizzato il ritiro immediato del blocco navale degli Stati Uniti e ha invitato le compagnie navali di tutto il mondo a riprendere le attività nello Stretto di Hormuz. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha confermato che entrambe le parti hanno accettato il cessate il fuoco immediato.

La firma dell’accordo è giunta dopo un’intensa giornata di tensioni, in cui Israele ha condotto un attacco contro Beirut in risposta ad offensive di Hezbollah. L’azione militare ha provocato almeno 3 morti e 15 feriti secondo fonti libanesi, mentre Israele si è detto pronto a fronteggiare un’eventuale rappresaglia iraniana. Funzionari israeliani hanno espresso preoccupazione per il memorandum tra USA e Iran, ritenendolo pericoloso per gli interessi del Paese, in particolare per l’inclusione nel documento della rinuncia dell’Iran a produrre o acquisire armi nucleari. Il programma nucleare iraniano sarà oggetto di ulteriori negoziati nei prossimi 60 giorni.