Jannik Sinner si prepara a difendere il titolo di Wimbledon, tornando in finale a un anno di distanza e dopo meno di due settimane dalla delusione di Parigi. In semifinale, l’azzurro ha superato con autorità Novak Djokovic in tre set (6-4, 6-4, 6-4), in una partita dominata grazie al servizio efficace, alla solidità da fondo campo e a una tattica impeccabile. Sinner ha messo pressione al serbo fin dall’inizio, riuscendo a conquistare i break decisivi nei momenti chiave di ogni set senza concedere vere occasioni all’avversario. La prestazione, caratterizzata da 16 ace e dall’88% dei punti vinti con la prima di servizio, segna il ritorno della sua forma migliore dopo la flessione al Roland Garros. Sinner, intervistato a caldo, ha sottolineato di aver preparato la partita curando ogni dettaglio con il suo team e di aver adottato un atteggiamento aggressivo rispetto alla semifinale persa contro Djokovic agli Australian Open. Per lui sarà la settima finale Slam in carriera, la seconda consecutiva a Wimbledon. Ad attenderlo in finale ci sarà Alexander Zverev, che ha centrato la sua prima finale sull’erba londinese superando con decisione Arthur Fery (7-6(0), 6-2, 6-4). Il tedesco, reduce dal trionfo al Roland Garros, si è imposto grazie a un servizio solido e a un dritto incisivo, dichiarando di essere orgoglioso del traguardo raggiunto e determinato a credere nella vittoria. Quella di domenica sarà la quindicesima sfida tra Sinner e Zverev, con l’italiano in netto vantaggio negli scontri diretti dopo aver vinto i nove incontri più recenti. Per entrambi si tratta della seconda finale Slam contro, la prima a Wimbledon.
Wimbledon: Djokovic battuto, Sinner torna in finale e trova Zverev
