A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, la situazione legata alla frana si presenta particolarmente critica e attiva. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, ha effettuato un sopralluogo insieme al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al capo della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina, presso il centro operativo comunale. È stato confermato che alcune abitazioni non potranno più essere recuperate e si sta lavorando a un piano di delocalizzazione definitiva per i residenti coinvolti.
Secondo le valutazioni scientifiche, la collina sta progressivamente crollando verso la piana di Gela. Riccardo Ferraro, consigliere della Società italiana di geologia ambientale (Sigea), spiega che il terreno sabbioso della zona ha normalmente una resistenza di 35 gradi, ma attualmente la parete presenta un’inclinazione di 85 gradi, segno che lo smottamento continuerà finché non verrà raggiunta una nuova condizione di equilibrio, mettendo ulteriormente a rischio le costruzioni.
Già in passato la stessa area era stata interessata da frane: nel 1997 un evento simile colpì i quartieri Sante Croci, Pirillo e Canalicchio, causando circa 400 sfollati. In quell’occasione furono demolite 48 abitazioni e la chiesa settecentesca di Sante Croci, tra proteste e ricorsi giudiziari. Lo stato d’emergenza rimase in vigore per anni a causa del rischio costante e delle ripetute proroghe da parte delle autorità. Anche nel 1790 si registrarono cedimenti del terreno nella stessa area, collegati a forti piogge, come riporta la documentazione storica.
L’emergenza ha gravi ripercussioni anche sul settore agricolo locale. Coldiretti segnala che gli agricoltori devono affrontare percorsi molto più lunghi per raggiungere le proprie aziende, con un aumento dei costi di trasporto, oltre alle difficoltà nelle operazioni di raccolta e spedizione degli ortaggi. L’associazione ha offerto mezzi agricoli e la propria sede per supportare le esigenze logistiche della popolazione colpita.
Attualmente sono stati evacuati oltre mille residenti e trasferite circa 300 famiglie a causa dell’avanzare della frana.
