CNBC ha pubblicato la sua classifica annuale sulla qualità della vita negli Stati Uniti, individuando le dieci ‘peggiori’ aree in cui vivere: Arkansas, Oklahoma, Alabama, Missouri, Utah, Georgia, Louisiana, Indiana, Texas e Tennessee. Tutti questi stati sono amministrati da governi repubblicani e hanno votato per Donald Trump nelle recenti elezioni. La metodologia di valutazione ha attribuito un peso particolare a fattori come tassi di criminalità, qualità dell’aria, assistenza sanitaria, disponibilità e costo dei servizi per l’infanzia, inclusività delle leggi statali e diritti riproduttivi, con il parametro della qualità della vita che quest’anno rappresenta l’11,6% del punteggio complessivo di ciascuno stato.
La selezione da parte di CNBC ha provocato numerose reazioni sui social, con critici che accusano la rete di parzialità liberale e di penalizzare gli stati conservatori soprattutto per le loro politiche meno inclusive e restrizioni in materia di aborto. Tra gli esempi citati, il Tennessee è stato penalizzato per la legge che impone alle persone transgender di utilizzare il bagno corrispondente al sesso biologico e per il divieto di norme antidiscriminazione locali. Utah invece ha ricevuto una valutazione negativa per il basso salario minimo, la scarsa disponibilità di servizi per l’infanzia e problemi di qualità dell’aria. Georgia è stata indicata come uno degli stati meno inclusivi, con poche tutele per le persone LGBTQ+.
La pubblicazione ha scatenato ironie online, con figure conservatrici che hanno definito la lista ‘una farsa’, sottolineando come alcuni di questi stati mostrino tassi di crescita della popolazione superiori alla media nazionale, a differenza di stati progressisti come California e New York, che registrano invece una diminuzione di residenti. Come evidenziato anche da numeri del censimento, Texas e Tennessee hanno visto rispettivamente un incremento di circa 67.000 e 42.000 abitanti in un anno, mentre la contea di Los Angeles ha perso oltre 56.000 residenti e New York City continua a registrare un saldo migratorio negativo. Secondo i critici, questi dati sarebbero la dimostrazione di una tendenza degli americani a trasferirsi dagli stati a guida democratica, caratterizzati da tasse elevate e alto costo della vita, verso stati conservatori del Sud e del Sun Belt.
