Durante il processo sul femminicidio di Martina Carbonaro, quattordicenne uccisa nel maggio 2025 ad Afragola dall’ex fidanzato Alessio Tucci, l’aula del Tribunale di Napoli è stata scenario di momenti di forte tensione. La madre della vittima, Enza Cossentino, sopraffatta dal dolore di fronte alle immagini e alle ricostruzioni dell’omicidio mostrate dai consulenti del pubblico ministero e della polizia giudiziaria, è stata portata via in lacrime dopo aver urlato contro l’imputato. Nell’udienza, tra le testimonianze è intervenuta la dottoressa Raffaella Salvarezza, medico legale che ha effettuato l’autopsia, ricostruendo la dinamica dell’omicidio: Martina è stata colpita quattro volte con due pietre diverse, tre volte in un corridoio e una, la più grave, nella stanza dove fu trovata senza vita. Era ancora viva quando Alessio Tucci la nascose tra scarti edili, ma morì meno di un’ora dopo; secondo il medico, nessun colpo fu singolarmente fatale, ma l’insieme delle ferite causò la morte. Tucci, collegato in videoconferenza, ha chiesto scusa alla famiglia della vittima, affermando di essere consapevole della gravità dell’accaduto. La madre della giovane ha espresso la propria impossibilità a perdonare, sottolineando come lei e la sua famiglia vivano una condanna peggiore di quella spettante all’imputato.
Martina Carbonaro, uccisa a 14 anni dall’ex. La madre: ‘Dio perdona ma io non ci riesco’
