Dal 1° gennaio i pedaggi autostradali aumenteranno dell’1,5% a causa dell’adeguamento delle tariffe all’inflazione, stabilito dall’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) dopo una sentenza della Corte Costituzionale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha espresso delusione per la decisione, spiegando che la Corte ha reso nullo il tentativo del governo di congelare gli aumenti fino alla definizione dei nuovi piani economico-finanziari (pef). L’opposizione attribuisce al ministro la responsabilità dei rincari, mentre la Lega ribadisce che la decisione non dipende da Salvini ma dalla Corte Costituzionale. La Consulta, nell’ottobre scorso, ha infatti giudicato illegittimi i blocchi ai rincari dei pedaggi attuati dal governo dal 2020 al 2023, sostenendo che tali misure erano in contrasto con principi costituzionali sulla libertà d’impresa e l’utilità sociale. Secondo il Ministero, ora non è possibile intervenire ulteriormente su quanto deciso. L’adeguamento interessa tutte le società concessionarie che hanno in corso l’aggiornamento dei propri piani economici, con il criterio di riconoscere in tariffa solo gli investimenti realmente effettuati.