Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, è intervenuto a Vercelli durante il convegno ‘Il gusto di cambiare’, sottolineando il legame tra cibo e ambiente. Petrini ha affermato che il cibo è la principale causa dell’attuale disastro ambientale, evidenziando come una parte dell’umanità soffra per la mancanza di cibo e un’altra parte per l’eccesso. Ha invitato a riflettere sullo spreco alimentare, affermando che l’umanità produce cibo per 12 miliardi di persone mentre la popolazione globale è di 8,4 miliardi. Il 30% degli alimenti prodotti viene buttato via, pari a un miliardo e mezzo di tonnellate ogni anno, con un impatto negativo su risorse come terra fertile e acqua. Petrini ha ricordato che circa 800 milioni di persone, in gran parte bambini, non hanno cibo a sufficienza. Si è rivolto agli studenti presenti, sottolineando che rappresentano la prima generazione chiamata a vivere la fase della transizione ecologica, una trasformazione che potrebbe durare secoli. Ha ribadito l’importanza di adottare comportamenti più responsabili in risposta ai cambiamenti climatici, che già ora stanno causando mutamenti irreversibili in diverse parti del mondo. Petrini ha concluso invitando a ripensare i sistemi produttivi in modo da favorire l’interazione e la solidarietà, sottolineando che la transizione ecologica implica il cambiamento delle abitudini individuali e collettive.
Petrini: “Lo spreco di cibo è causa del disastro ambientale”
