La Camera ha approvato un emendamento al decreto Sport che introduce nuove misure di sicurezza per le piscine, in risposta a recenti incidenti. La norma, sostenuta trasversalmente, ha raccolto 244 voti favorevoli e riguarda sia impianti pubblici sia privati aperti al pubblico o a uso collettivo. I sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione dovranno essere adeguati per evitare l’effetto ventosa; la mancata conformità porterà alla chiusura temporanea dell’impianto fino alla messa a norma. È stato istituito un fondo di 4,7 milioni di euro nel 2026 per l’adeguamento delle piscine pubbliche. Nella versione finale è stato tolto l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni, inizialmente previsto.

L’iniziativa arriva dopo gravi episodi, tra cui la morte di una bambina di 11 anni a Sestri Levante; secondo l’Istituto Superiore di Sanità tra il 2024 e il 2025 sono stati registrati 37 decessi in piscina, oltre la metà riguardanti minori di 14 anni. I promotori del provvedimento hanno sottolineato l’urgenza di garantire la sicurezza negli impianti natatori italiani.

Nonostante il voto favorevole, le opposizioni hanno criticato il provvedimento, definendolo troppo generico e approvato in modo frettoloso. Sono stati sollevati dubbi sull’efficacia delle misure e sulla gestione parlamentare del decreto. Deputati di M5s, Avs, Pd e Azione hanno evidenziato la mancanza di chiarezza nel testo sui controlli e sulle responsabilità, contestando anche il tempismo dell’intervento rispetto all’urgenza manifestata.