Due forti terremoti hanno colpito l’Indonesia nella stessa giornata. Il primo, di magnitudo 7.7, ha interessato l’isola di Flores provocando almeno 47 morti, decine di feriti e numerosi dispersi. La scossa principale è avvenuta all’alba, con epicentro a 15 chilometri di profondità al largo di Flores, seguita da diverse repliche. Poche ore dopo, un altro sisma di magnitudo 6.9 è stato rilevato presso Sumatra, a 126 chilometri a sudest di Medan.
Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, con squadre impegnate a salvare persone tra le macerie, in particolare sull’isola di Flores, dove la situazione è più critica. Sul posto si trovano circa 500 italiani su un totale di circa 5mila presenti in Indonesia; secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, non si segnalano al momento vittime o feriti tra i connazionali. L’ambasciata italiana a Giacarta sta fornendo assistenza a chi desidera lasciare l’area.
Tredici turisti bolognesi hanno riferito di aver vissuto momenti di forte paura e stanno ora cercando voli per trasferirsi altrove. Le immagini riprese al porto di Maumere mostrano danni gravi: pezzi di cemento si sono staccati dall’edificio del terminal, ferendo passeggeri e facendo precipitare alcuni in mare dopo il crollo della passerella di accesso alla nave. Il governatore della provincia più colpita, Nusa Tenggara Orientale, ha riferito che alcune persone hanno perso la vita durante il sonno a causa dei crolli.
Un allarme tsunami è stato emesso subito dopo la prima scossa, ma revocato tre ore più tardi. In molti si sono comunque allontanati dalle coste, trasferendosi verso l’entroterra: 2mila persone sono state evacuate o si sono spostate autonomamente. Le infrastrutture sono danneggiate, con cinque aeroporti e diversi terminal portuali colpiti nella provincia di Nusa Tenggara Orientale; situazioni critiche anche all’aeroporto internazionale di Komodo, il principale dell’isola di Flores.
