Bill e Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare davanti alla commissione di vigilanza della Camera americana nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra Bill Clinton e Jeffrey Epstein, finanziere condannato per pedofilia e morto suicida in carcere. Dopo mesi di tensioni con il presidente della commissione, James Comer, i Clinton hanno scelto di collaborare per evitare una possibile accusa di oltraggio al Congresso, che comporterebbe fino a un anno di carcere o una multa di 100.000 dollari. Le deposizioni, che saranno pubbliche, sono previste rispettivamente il 26 e il 27 febbraio. Si tratta della prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti testimonierà davanti a una commissione del Congresso dal 1983.
Secondo documenti recentemente pubblicati, sono emersi nuovi dettagli sui legami tra Epstein e Bill Clinton, tra cui visite di Epstein alla Casa Bianca durante la presidenza Clinton e viaggi internazionali effettuati dall’ex presidente sull’aereo privato del finanziere tra il 2002 e il 2003. Il portavoce di Clinton aveva già precisato che tali spostamenti erano legati alla fondazione dell’ex presidente. Hillary Clinton ha dichiarato di non aver mai incontrato né parlato con Epstein.
La commissione guidata dai repubblicani chiede maggiore chiarezza su queste relazioni e sulle fotografie che mostrano Clinton in situazioni compromettenti con giovani donne. Gli avvocati dei Clinton hanno ripetutamente sostenuto di aver fornito tutte le informazioni in loro possesso e accusato la commissione di voler danneggiare politicamente la coppia su impulso di Donald Trump. La richiesta dei repubblicani è che la testimonianza sia senza limiti di tempo e registrata in audio e video; i Clinton hanno acconsentito a condizione che sia pubblica.
Il dibattito sulle modalità della testimonianza ha portato a un rinvio della risoluzione che avrebbe potuto accusare i Clinton di oltraggio. La presidente della Commissione per il regolamento della Camera, Virginia Foxx, ha dichiarato che sono necessari ulteriori chiarimenti sui termini dell’accordo. Nel frattempo, il legale dei Clinton, Angel Ureña, ha ribadito che la coppia si è sempre comportata in buona fede durante la trattativa con la commissione.
