Dalla fine del dibattito di due anni fa in cui Joe Biden uscì dal palco ad Atlanta, i Democratici hanno cercato senza successo di lasciarsi alle spalle quella serata difficile, che ha segnato l’inizio delle difficoltà per la sua candidatura e per il partito. Il ritiro di Biden dalla corsa, ricordato periodicamente da esponenti come Jill Biden, Kamala Harris e altri, viene visto come il risultato naturale della crisi vissuta dal partito. Diversi Democratici riconoscono ora che, già allora, la candidatura per un secondo mandato non avrebbe dovuto essere sostenuta.
Le ammissioni tardive sulle condizioni di Biden sono diventate argomento di discussione pubblica, come riportato anche in alcune memorie di famiglia, alimentando il malcontento degli elettori verso la dirigenza del partito. Il mandato di Biden viene descritto da alcuni osservatori come privo di direzione e visione chiara: le politiche su confini, economia e Afghanistan sono state ritenute impopolari o male gestite, mentre l’attenzione ai diritti transgender ha suscitato reazioni divise e fornito materiale per attacchi politici.
Biden aveva promesso di unire le anime del partito Democratico, ma sotto la sua guida, la spaccatura tra le ali moderate e progressiste si è ampliata, favorendo l’ascesa dei progressisti e riducendo il peso dei moderati. Questo rafforzamento della sinistra interna, testimoniato anche dai recenti risultati di primarie in città come New York e in stati quali Michigan, Maine e Texas, rischia secondo alcuni di limitare la capacità elettorale del partito a livello nazionale.
La situazione ha aumentato la frustrazione verso l’establishment Democratico, accusato di aver nascosto la reale condizione di Biden e di aver imposto la candidatura di Harris senza consultazioni ampie. Tale frattura interna viene indicata come una delle principali eredità del mandato di Biden, che avrebbe così favorito la crescita dei movimenti più radicali.
Nel frattempo, i repubblicani capitalizzano sulle difficoltà democratiche, anche se la popolarità di Trump resta bassa. Temi come l’inflazione e l’immigrazione rimangono centrali nelle argomentazioni repubblicane. La presenza mediatica di Hunter Biden continua a fornire ulteriore materiale di critica, aggravando l’immagine della famiglia Biden.
In sintesi, oltre agli effetti su Trump, la vera eredità politica di Biden per molti osservatori potrebbe essere l’aumento della polarizzazione e della divisione all’interno del Partito Democratico, mettendo a rischio la futura tenuta elettorale della formazione in vista delle prossime sfide.
