Due attivisti italiani che facevano parte del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla sono stati trasferiti a Bengasi, in Libia, e sono trattati come possibili clandestini perché entrati nella regione senza il necessario permesso di sicurezza. Secondo fonti legali della Flotilla, i due sono in attesa di processo davanti al Tribunale di Bengasi e potrebbe essere decisa la loro espulsione nelle prossime ore. La Farnesina è stata informata e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato di augurarsi che il giudice consenta presto il loro ritorno in Italia e che sono in corso contatti con le autorità di Bengasi. Nel frattempo, i pubblici ministeri di Roma stanno esaminando una decina di nomi della catena di comando israeliana, tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, per presunte responsabilità nei confronti degli attivisti della Flotilla, sulla base di documenti forniti dal team legale e dalla Fondazione Hind Rajab riguardanti presunti crimini di guerra.
Due attivisti italiani della Flotilla trasferiti a Bengasi, trattati come possibili clandestini’
