Alla vigilia di Pasqua, Papa Leone XIV è stato impegnato in intensi contatti e appelli diplomatici. Il Pontefice ha avuto colloqui telefonici con il presidente israeliano Isaac Herzog e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Con Herzog è stata ribadita la necessità di riaprire i canali di dialogo per arrivare a una pace giusta in Medio Oriente, con particolare attenzione alla protezione della popolazione civile e al rispetto del diritto internazionale. Il presidente israeliano ha sottolineato, inoltre, nel suo resoconto la minaccia degli attacchi missilistici da parte dell’Iran e dei suoi alleati e ha ricordato recenti episodi che hanno coinvolto luoghi sacri a Gerusalemme. Nella conversazione con Zelensky, il Papa è stato invitato a visitare Kiev. Entrambi hanno auspicato il raggiungimento di una pace giusta e duratura e hanno discusso di iniziative umanitarie, in particolare per la liberazione di prigionieri.

Durante il Venerdì Santo, Papa Leone XIV ha celebrato il rito della Passione e ha guidato la tradizionale Via Crucis al Colosseo, luogo simbolo del martirio cristiano, portando personalmente la croce in tutte le quattordici stazioni. Il testo preparato per la Via Crucis da padre Francesco Patton ha rimarcato le sofferenze causate da guerre, massacri e genocidi, con uno specifico riferimento al dolore vissuto in Terra Santa e in altre zone di conflitto. La cerimonia ha reso omaggio anche a San Francesco, a ottocento anni dalla sua morte, richiamando il valore della pace.

Durante il percorso della Via Crucis sono state richiamate immagini di prigionieri, ostaggi, morti privati di sepoltura e madri che piangono i figli caduti in guerra. Al termine della celebrazione al Colosseo, le autorità hanno stimato la presenza di circa 30 mila fedeli.