Il vortice polare mostra segnali di instabilità e potrebbe portare freddo intenso sull’Europa a febbraio 2026. Secondo le ultime analisi meteorologiche, l’Italia resta in allerta per possibili ondate di gelo.
Vortice polare sotto osservazione
Secondo le previsioni di Daniele Ingemi, meteorologo di Meteored Italia, il vortice polare stratosferico presenta crescente instabilità. Gli ultimi dati dei principali centri meteorologici, fra cui l’ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine), indicano una probabilità elevata di un fenomeno di riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) nella prima parte di febbraio 2026. Questo evento consiste in un rapido aumento delle temperature nella stratosfera sopra il Polo Nord, che può superare i 40 o 50 gradi Celsius in pochi giorni.
Possibili effetti sul clima europeo
Il riscaldamento stratosferico improvviso può influenzare la struttura del vortice polare, che normalmente trattiene l’aria fredda sulle zone artiche. Se il vortice si deforma o si divide in più parti, dette lobi, possono verificarsi discese di aria gelida verso sud, colpendo l’Europa con ondate di gelo e nevicate diffuse. Tuttavia, le conseguenze dipendono da come questa instabilità si trasmetterà alle quote più basse dell’atmosfera e dalla successiva evoluzione dei venti.
Incognite per l’Italia e il Mediterraneo
Nonostante l’alto livello di attenzione, le previsioni a lungo termine restano incerte. I modelli meteorologici valutano diversi scenari: uno dei lobi del vortice polare potrebbe dirigersi verso la Russia e l’Europa orientale, oppure coinvolgere più direttamente il Mediterraneo. Anche per l’Italia resta difficile stabilire l’entità degli eventuali effetti: l’impatto potrebbe essere limitato o più significativo, con possibilità di nevicate a bassa quota. Gli aggiornamenti dei modelli nei prossimi giorni saranno decisivi per chiarire il rischio di gelo.
