Una corte d’appello federale degli Stati Uniti ha bloccato la possibilità di spedire per posta il farmaco abortivo mifepristone, attualmente regolato dalla Food and Drug Administration (FDA). La decisione, presa dalla 5ª Corte d’Appello, avrà effetti a livello nazionale, imponendo nuovamente l’obbligo per le donne di recarsi di persona da un medico per ottenere la prescrizione del farmaco—a differenza di quanto avvenuto durante la pandemia di COVID-19, quando era stata permessa la distribuzione postale. Mifepristone, uno dei due farmaci più usati per l’aborto farmacologico negli Stati Uniti secondo il Guttmacher Institute, rappresenta la maggioranza delle interruzioni di gravidanza che avvengono nel paese. Il provvedimento sospende anche la possibilità di ritiro in farmacia prevista da recenti modifiche regolatorie, tornando alle precedenti regole di sicurezza.
I giudici hanno criticato la gestione della sicurezza del farmaco da parte della FDA, evidenziando la decisione dell’agenzia di eliminare l’obbligo di segnalazione degli eventi avversi. Tale scelta è stata giudicata “irragionevole” dai giudici, che ritengono che il mancato monitoraggio non possa giustificare un ampliamento dell’accesso al farmaco. La corte si è allineata alle argomentazioni di stati anti-aborto, come la Louisiana, che sostengono che la politica federale va a minacciare le loro leggi che vietano l’aborto. Secondo il testo della sentenza, ogni aborto reso possibile tramite tali disposizioni federali cancella di fatto il divieto in vigore a livello statale.
La sentenza rappresenta una tappa importante del conflitto legale in corso tra autorità federali e stati che cercano di rendere più restrittive le pratiche abortive dopo la decisione della Corte Suprema del 2022 che ha ribaltato la sentenza Roe v. Wade. Organizzazioni anti-aborto hanno accolto con favore la decisione, mentre associazioni e rappresentanti a favore del diritto di scelta, tra cui il procuratore generale di New York, Letitia James, hanno lamentato che la mifepristone è sicura e fondamentale, definendo la sentenza un ulteriore attacco all’accesso all’aborto e all’assistenza sanitaria.
La possibilità di spedire mifepristone per posta era precedentemente rimasta attiva grazie a una decisione temporanea di un giudice federale, mentre erano in corso ulteriori verifiche e ricorsi legali. Un giudice, David C. Joseph, aveva raccomandato che l’eventuale revisione delle norme avvenisse sulla base di dati di sicurezza raccolti dalla FDA e dal Dipartimento della Salute, piuttosto che attraverso contenziosi giudiziari. Con questa decisione, si apre ora la prospettiva di un nuovo ricorso alla Corte Suprema per definire definitivamente il ruolo delle autorità federali nella regolamentazione dei farmaci abortivi.
