Garrett Langley, fondatore e CEO di Flock Safety, ha difeso l’uso delle telecamere di sorveglianza automatica per la lettura delle targhe durante un’intervista su Fox News, sottolineando il ruolo centrale della tecnologia nella risoluzione di oltre un milione di casi criminali e nell’individuazione di più di 10.000 persone scomparse negli Stati Uniti. Tuttavia, il sistema genera crescenti proteste da parte di cittadini e attivisti preoccupati per la privacy e il potenziale abuso da parte delle forze dell’ordine. Azioni di opposizione spaziano da atti di vandalismo contro i dispositivi fino a manifestazioni e segnalazioni di disagio, come quella documentata a St. Petersburg, in Florida, dove un uomo ha protestato davanti a una telecamera con un cartello recante la scritta “Down with the Flock”. Il tema è arrivato anche in Parlamento: il senatore Bernie Sanders ne propone il divieto, mentre il deputato Tim Burchett chiede la riduzione dei fondi federali per queste installazioni. Langley invita a trovare un equilibrio tra privacy e sicurezza, sostenendo la necessità di regolamenti e responsabilità nell’utilizzo della tecnologia. Flock Safety raccomanda, tra le misure preventive, la conservazione dei dati per un massimo di sette giorni e l’auditing automatico per prevenire abusi. Secondo l’azienda, l’obiettivo è usare la tecnologia per il bene pubblico ma garantendo controlli e limiti alle forze dell’ordine. Le proteste e il dibattito continuano in vari Stati americani, riflettendo una profonda divisione sull’uso di tali sistemi di sorveglianza.
Flock Safety CEO calls for national ‘compromise’ amid camera sabotage and public revolt
