Durante il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, Papa Leone XIV ha invitato a promuovere l’incontro e il confronto per costruire la pace, richiamando l’insegnamento contenuto nell’Enciclica ‘Fratelli tutti’ di Papa Francesco sull’amicizia sociale come volto concreto della fraternità. Ha sottolineato che, prima delle istituzioni, al centro del cristianesimo vi sono sempre le persone e che il Meeting si è trasformato in un crocevia per Chiesa e società, offrendo una responsabilità storica a servizio dell’umanità assetata di giustizia.

Nel suo discorso, il Papa ha chiesto un nuovo modello sociale basato sulla fiducia, la cultura senza prepotenza, l’educazione libera dall’ideologia, il lavoro sganciato dal profitto ad ogni costo, la tecnologia e la finanza lontane dai business distruttivi. Ha invitato a smascherare i rapporti di potere ingiusti, radice di povertà e disuguaglianze, e a ‘disarmare’ lo sviluppo tecnologico quando diventa distruttivo. Leone XIV ha rivolto poi un forte richiamo ad assumersi responsabilità, soprattutto per chi ha una profonda eredità di fede, stimolando i partecipanti al Meeting a confrontarsi con tutte le espressioni dell’animo umano.

Ai giovani ha ricordato che il futuro è una promessa, non una minaccia, spronandoli ad aprirsi, superare appartenenze ristrette e tendere la mano a persone di diversa provenienza, soprattutto i più poveri. In occasione della sua visita al Villaggio Ragazzi del Meeting, il Pontefice ha ringraziato per l’accoglienza ed esortato i ragazzi a costruire comunione e pace attraverso la carità e la fedeltà.

A San Marino, Papa Leone XIV ha parlato di un mondo segnato da conflitti, chiusure e paure, ribadendo la necessità di camminare sulla via evangelica e ispirarsi a valori come attenzione ai deboli, perdono, comunione e solidarietà. Ha elogiato le piccole comunità che, nelle aree interne, mantengono vivo il senso di famiglia e di sostegno reciproco, considerandole esempio di valori solidi e attuali contro individualismo e divisioni. Parlando agli amministratori della Repubblica, ha rimarcato che libertà e comunione sono inseparabili e che la vera libertà risiede nel rispetto della dignità umana e nel primato della coscienza, citando l’esempio di San Tommaso Moro e dei martiri della libertà.

Durante la sua visita, il Papa ha reso omaggio alla tradizione di accoglienza di San Marino, evidenziando l’accoglienza dei profughi ucraini e l’impegno nel diritto internazionale umanitario. Ha descritto San Marino come possibile ‘laboratorio’ di buona politica al servizio dell’umano, incoraggiando una democrazia effettiva ispirata dai principi della dottrina sociale cattolica.

A Rimini, la presenza papale ha attratto 60.000 persone. I volontari della diocesi hanno garantito accoglienza e organizzazione all’incontro. Alla Messa sulla spiaggia, attese 25.000 persone, la diocesi ha donato al Papa una copia del Codice Gradenighiano della Divina Commedia, mentre il Pontefice ha lasciato un calice e una scatola di lettere di detenuti e famiglie. Il vescovo di Rimini ha definito la visita un’esperienza corale di fede, sottolineando il clima di gioia, preghiera e fraternità che accompagna l’evento.