Durante un incontro al Viminale con il ministro dell’Interno egiziano Mahmoud Tawfik, il ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi ha elogiato i servizi di sicurezza egiziani per i risultati ottenuti nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina. Secondo una nota ufficiale del ministero egiziano, Piantedosi ha espresso l’interesse dell’Italia ad ampliare la cooperazione in materia di sicurezza e a rafforzare il coordinamento bilaterale, soprattutto considerando la situazione politica internazionale instabile. L’incontro si è concluso con l’impegno dei due Paesi a un coordinamento continuo per affrontare le sfide comuni in ambito di sicurezza.

L’avvocata Alessandra Ballerini, che rappresenta la famiglia di Giulio Regeni, ha criticato l’atteggiamento del ministro, sottolineando come non sia accettabile elogiare la collaborazione tra Italia ed Egitto in materia di sicurezza quando in Egitto, secondo lei, persistono gravi violazioni dei diritti umani, torture, sparizioni e omicidi come quello di Regeni. Per Ballerini, i diritti fondamentali devono essere sempre protetti.

Anche il deputato del Partito Democratico Gianni Cuperlo ha espresso dissenso per le dichiarazioni del ministro Piantedosi, ricordando le torture subite da Regeni e le manovre delle autorità egiziane per ostacolare l’accertamento della verità. Ha definito “profiqua” la cooperazione tra le forze di polizia di Italia e Egitto, come affermato dal ministro, un motivo di vergogna e immoralità.

Critiche sono arrivate anche da Mediterranea Saving Humans, che ha parlato di “vergogna per il Paese” a pochi giorni dal decimo anniversario dell’omicidio di Giulio Regeni. La ong contesta la visione di stabilità e sicurezza accostata alla collaborazione con un regime accusato di violazioni dei diritti umani e ricorda il caso di Patrick Zaki e la situazione dei migranti, evidenziando la responsabilità delle autorità egiziane e libiche.