Gli Stati Uniti avevano pianificato un attacco militare sull’Iran in risposta alle tensioni nello Stretto di Hormuz, ma il presidente Donald Trump ha annunciato tramite il suo social Truth l’annullamento dell’intervento. Secondo Trump, si sarebbe raggiunto un accordo con la leadership iraniana, con una firma imminente da parte delle parti coinvolte, compresi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri. La riapertura dello Stretto di Hormuz sarebbe prevista dopo la firma dell’intesa, ma intanto resta attivo il blocco navale americano sui porti iraniani. I media iraniani, però, hanno inizialmente negato l’esistenza di un accordo approvato, pur non escludendo una possibile approvazione da parte dei vertici del regime. L’accordo, al centro di una lunga trattativa, riguarda lo sblocco dei beni iraniani congelati, la riapertura di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e le modalità dei colloqui sul programma nucleare iraniano. Il clima di incertezza rimane elevato, anche perché l’Iran aveva recentemente colpito tre petroliere, causando vittime, mentre le forze americane avevano fermato una nave cisterna accusata di trasportare petrolio. Le borse hanno reagito positivamente all’annuncio di Trump, con il Dow Jones in salita e il prezzo del petrolio in calo. Tuttavia, la definitiva approvazione dell’accordo da parte della Guida Suprema iraniana non è ancora arrivata e la situazione resta sospesa.