Secondo i dati discussi da Federico Bozzanca, segretario generale di Fp Cgil, sono oltre 178 mila le persone che potrebbero essere impiegate nella Pubblica amministrazione, ma a causa di varie disfunzioni del sistema non riescono a trovare occupazione. Bozzanca, intervenuto durante un’iniziativa a Roma sulla disabilità e il lavoro pubblico, ha sottolineato come tra il 2011 e il 2021 sia aumentato il numero di persone con disabilità, che hanno ancora una presenza limitata nel mercato del lavoro e spesso percepiscono retribuzioni inferiori, soprattutto le donne. Nel 2023, i posti scoperti nella Pubblica amministrazione rappresentavano il 30,1% della quota di riserva prevista dalla legge 68-99.

Bozzanca ha avanzato alcune proposte per favorire l’inclusione: raccolta di dati sulla presenza e condizione lavorativa delle persone con disabilità, prevenzione delle dimissioni, diffusione di informazioni e normative specifiche, facilitazione dell’accesso ad accomodamenti come smartworking o telelavoro, che dovrebbero essere opzioni autonome e non restrittive. Tra le iniziative suggerite anche il coinvolgimento dell’Organismo paritetico per l’innovazione e la creazione di Sportelli di ascolto, punti di supporto per i lavoratori e le loro famiglie in caso di problematiche lavorative e personali.

Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale Cgil, ha evidenziato che la presenza di leggi non basta se non si cambia approccio, passando dal diritto formale a quello sostanziale, affinché le persone con disabilità possano realmente migliorare le proprie condizioni lavorative.