Negli Stati Uniti si sta registrando un marcato ritorno dei giovani alla pratica religiosa cattolica, in particolare tra la Generazione Z. Secondo recenti dati del Barna Group, i giovani appartenenti a questa fascia d’età frequentano la chiesa con più assiduità rispetto a Millennials, Generazione X e Baby Boomers, con una media di quasi due servizi religiosi al mese nel 2025, il doppio rispetto al 2020. Il fenomeno, visibile soprattutto tra giovani uomini nelle aree urbane come New York, si riflette anche nei dati di un sondaggio Gallup di aprile 2025: il 42% dei giovani maschi considera la religione molto importante, contro il 28% del 2023, segnando una svolta rispetto alle tendenze sociologiche degli ultimi decenni dove le donne risultavano più devote.
Nelle grandi città, le parrocchie faticano a contenere l’afflusso di nuovi arrivati. La Chiesa di San Giuseppe a Greenwich Village ha quadruplicato il numero di fedeli, con messe domenicali anche descritte come eventi “tutto esaurito”, ciascun posto occupato prevalentemente da giovani adulti. Prima della messa, eventi sociali come il “Pizzata Pews” vedono la partecipazione raddoppiata in poche settimane, con presenze anche da altre città.
Il rinnovato interesse verso la fede cattolica si riflette anche sui social media e tra le giovani donne. Gruppi come la “Holy Girl Walk” a Central Park, nato come variante cattolica di una tendenza virale, hanno rapidamente aumentato il numero delle partecipanti, attratte dalla preghiera comune e dalla condivisione sui canali online.
Secondo il parroco di San Giuseppe, padre Boniface Endorf, questa crescita nasce dal bisogno di un senso di orientamento e dalla ricerca di significati più profondi oltre il lavoro e il consumo. Molti giovani cattolici mostrano preferenza per la Messa in latino e liturgie più formali, prediligendo scelte considerate “contro-culturali” rispetto ai valori progressisti diffusi in università e aziende.
