Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiesto a Bruxelles di estendere anche alle spese causate dal caro-energia le deroghe al Patto di stabilità già previste per la difesa, nell’ambito delle ‘clausole nazionali di salvaguardia’ attivate con il piano ‘ReArm Eu’ (poi ‘Prontezza 2030’). Tali deroghe consentono variazioni di bilancio fino all’1,5% del Pil annuo per un massimo di quattro anni, e sono già state adottate da 17 Paesi europei, tra cui la Germania.
La richiesta è stata presentata durante l’Eurogruppo che ha coinvolto i ministri dell’Economia dei 27 Stati membri per affrontare le conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente. Giorgetti ha discusso questo tema anche in un confronto diretto con il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis, che ha espresso cautela rispetto all’adozione di misure fiscali di ampia portata, consigliando invece misure temporanee e mirate.
Secondo fonti europee, la Commissione mantiene un atteggiamento prudente sia verso la sospensione generale del Patto di stabilità che verso l’estensione delle clausole nazionali, evidenziando la necessità di interventi mirati sull’energia e la sufficiente flessibilità già prevista nelle regole attuali.
Inoltre, Giorgetti ha proposto l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche a livello europeo, tema sostenuto anche dal ministro tedesco Lars Klingbeil. Tuttavia, Dombrovskis ha escluso, per ora, una decisione comune, lasciando però margini di autonomia agli Stati membri.
Il ministro italiano ha ribadito come la crisi in Medio Oriente stia causando uno shock energetico con effetti negativi su crescita economica e inflazione, e ha evidenziato timori per settori industriali, in particolare quello chimico, colpiti dalla carenza di materie prime critiche. Giorgetti ha dunque sollecitato l’attivazione di strumenti concreti per affrontare la nuova situazione.
