Gisele Pelicot, al centro di un caso giudiziario che ha avuto un forte impatto a livello internazionale, è stata protagonista di un evento pubblico a Torino, ricevendo una standing ovation dal pubblico presso la Cavallerizza Reale. Durante l’incontro, organizzato nel ciclo ‘Aspettando il Salone’ in vista del Salone del Libro, Gisele ha dialogato con Annalena Benini, direttrice dell’evento. La scrittrice, oggi settantaduenne, ha appena pubblicato la sua biografia ‘Un inno alla vita’ (Rizzoli), dove racconta gli abusi subiti dal marito e da cinquanta suoi complici per quasi dieci anni. Pelicot ha voluto condividere non solo la sua esperienza, ma anche un messaggio di speranza e forza rivolto alle donne vittime di violenza, esortandole a non dubitare mai di sé. Nel suo intervento, ha sottolineato la capacità di rialzarsi anche dopo aver vissuto momenti di grande dolore e la sua scelta di affrontare un processo a porte aperte per dare coraggio a chi non riesce a denunciare. Ha dichiarato di aver preso questa decisione non per caso, ma per permettere a tutti di vedere i volti degli imputati e ribadire che la colpa non è mai della vittima. Gisele ha raccontato il difficile momento in cui ha dovuto spiegare la vicenda ai figli e ha evidenziato come la forza e il coraggio le siano stati trasmessi da sua madre e sua nonna. Annalena Benini ha descritto il libro come una narrazione sincera e intensa, capace di affrontare esperienze di felicità, traumi e speranze senza reticenze. Pelicot ha infine chiarito che nel suo libro non c’è odio, ma un messaggio di pace e di amore, sottolineando l’importanza di non lasciarsi distruggere da rabbia e risentimento.
Gisele Pelicot: ‘Si può rinascere dalle proprie ceneri’
