Al Ministero della Cultura si registrano nuovi cambiamenti nei vertici dello staff del ministro Alessandro Giuli. Sono pronti i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica e figura vicina al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. Alla base dell’allontanamento di Merlino vi sarebbe la mancata concessione di finanziamenti richiesti per il documentario su Giulio Regeni, evento che ha suscitato reazioni anche all’interno della maggioranza. Il documentario, diretto da Simone Manetti, racconta il rapimento e la morte di Regeni al Cairo e per l’occasione è stata annunciata una proiezione gratuita a Roma il 18 maggio. Il ministro Giuli, dopo aver definito inaccettabile il rifiuto dei fondi, ha annunciato che il film riceverà sostegno tramite un altro canale. Per Proietti, invece, la motivazione della revoca sarebbe legata alla mancata partecipazione a una missione ministeriale a New York. Dalla maggioranza si sottolinea che i cambiamenti sono voluti dal ministro per adattare la segreteria alle sue esigenze e si esprime stima verso i funzionari coinvolti, auspicando un loro futuro impiego in altri ruoli istituzionali. L’opposizione interpreta la vicenda come parte di tensioni interne a Fratelli d’Italia e alla coalizione di governo, sottolineando recenti polemiche sulla presenza della Russia alla Biennale e la rimozione di Beatrice Venezi dalla Fenice.
Giuli licenzia i vertici del suo staff, Fdi abbassa la tensione ‘normali avvicendamenti’
