Il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, che racconta la vicenda del ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016, è stato bocciato per due volte dalla Commissione “selettivi” del Ministero della Cultura per i finanziamenti pubblici. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha riferito in Parlamento che la scelta della commissione non dipende da volontà politica o censura del ministero, sottolineando l’autonomia dell’organo e la rilevanza del caso Regeni oltre ogni prodotto audiovisivo. Giuli ha però espresso disaccordo con la decisione della commissione e si è detto indignato, invitando i responsabili delle bocciature a dimettersi e annunciando una revisione delle regole di funzionamento delle commissioni. Anche la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha affermato che verrà proposta una riforma complessiva del sistema delle commissioni nella prossima riunione con le associazioni del settore cine-audiovisivo. Parallelamente, la sottosegretaria ha espresso delusione per la bocciatura di un film tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Intanto, dopo la doppia esclusione dal finanziamento pubblico, i produttori Ganesh Produzioni e Fandango hanno deciso di rilanciare il documentario nelle sale italiane grazie al sostegno di Circuito Cinema: l’opera sarà proiettata in oltre 60 cinema e in 76 università tra aprile e maggio, oltre ad essere presentata al Parlamento Europeo a Bruxelles il 5 maggio. Resta aperta la possibilità che il film possa accedere a finanziamenti tramite il tax credit, per cui è stata inoltrata una domanda ora in fase istruttoria.
Giuli si smarca su Regeni, “nessuna censura ma via i responsabili”
