La nutrizionista registrata della Florida, Lee Cotton, autrice del libro “A Nourishing Perspective”, sottolinea come i carboidrati siano spesso fraintesi negli Stati Uniti. Mentre l’attenzione mediatica e commerciale è rivolta alle proteine, ormai protagoniste di numerosi prodotti alimentari, online proliferano consigli su diete ad alto apporto proteico e basso consumo di carboidrati, spesso collegati all’uso di farmaci GLP-1 che influenzano l’appetito e le abitudini alimentari.

Secondo le nuove Linee Guida Dietetiche americane, si dovrebbe limitare l’assunzione di zuccheri aggiunti e cereali raffinati, senza però associare ciò a una totale demonizzazione dei carboidrati. Cotton richiama l’attenzione sul fatto che i carboidrati non sono solo pasta o dolci, ma comprendono anche frutta, verdura e cereali integrali, importanti per l’apporto di fibre, vitamine e altri nutrienti essenziali. Le linee guida suggeriscono di dare priorità ai cereali integrali ricchi di fibre e di ridurre il consumo di carboidrati raffinati e trasformati.

La crescita delle diete low-carb va di pari passo con l’uso di farmaci come Ozempic e Wegovy, che riducono l’appetito. Cotton mette in guardia che un’eccessiva restrizione dei carboidrati può portare a problemi come bassa energia, disturbi digestivi e carenze nutrizionali. Osserva inoltre come sopprimere l’appetito attraverso questi farmaci possa diminuire la consapevolezza dei segnali naturali di fame e sazietà, aumentando il rischio di squilibri alimentari.

Mentre le proteine vengono spesso presentate come l’elemento centrale della dieta, Cotton ricorda che non sono più importanti di altri nutrienti. Anche la dietista Whitney Stuart sostiene che proteine e carboidrati hanno ruoli complementari: le proteine aiutano a saziare, mentre i carboidrati – specialmente quelli ricchi di fibre – danno energia, sostengono la digestione e il metabolismo.

Un’altra questione evidenziata è che molti statunitensi non assumono abbastanza fibre nella dieta quotidiana. Al contrario, Carlo Filippone, fondatore di un’azienda di pasti pronti, propone un modello alimentare “protein-first”, dando priorità alle proteine, seguite da verdure e con carboidrati complessi in misura minore, riservando i carboidrati raffinati a un consumo occasionale.

Infine, si rileva l’importanza di garantire varietà, adeguatezza e bilanciamento nell’alimentazione, senza eccessivi tagli a specifici gruppi alimentari: i carboidrati, conclude Cotton, non sono necessariamente i “cattivi” della dieta.