I prezzi dei carburanti continuano ad aumentare, con il gasolio che oggi raggiunge una media nazionale di 1,976 euro al litro e la benzina a 1,717 euro al litro. Sulle autostrade il gasolio arriva a 2,045 euro al litro e la benzina verde a 1,781 euro. In alcune regioni i prezzi del gasolio al self si avvicinano ai 2 euro al litro, in particolare in Campania (1,995 euro), Calabria (1,994 euro) e Molise (1,990 euro). Secondo il Codacons, questi rincari non sono dovuti alla mancata applicazione del taglio delle accise, dato che solo il 2,7% degli impianti non ha ancora adeguato i prezzi, ma piuttosto alla crescita del prezzo industriale del carburante e alle forti differenze regionali nei listini. Rispetto al 18 marzo scorso, il gasolio alla pompa è diminuito di soli 12,7 centesimi a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, mentre la benzina è calata di 15 centesimi. Il Codacons sottolinea che l’aumento dei prezzi riduce sempre più lo sconto sulle accise, portando a un mancato risparmio fino a 5,85 euro su un pieno di gasolio e rischiando di annullare la riduzione fiscale prevista per 20 giorni. Anche l’Unione Nazionale Consumatori riferisce che la discesa dei prezzi dei carburanti è terminata e che il gasolio è rincarato in tutta Italia, mentre la benzina ha registrato aumenti ovunque tranne che sull’autostrada e in Molise, dove la variazione è stata minima. La Campania è la regione più cara per il gasolio, mentre la benzina più costosa si trova in Basilicata.
Protesta di Codacons e Unc: ‘Si riduce l’effetto sconto sulle accise, salgono i prezzi dei carburanti’
