Hollie Davidson, arbitra oggi Irlanda-Italia a Dublino, diventando la prima donna a dirigere una partita maschile del Sei Nazioni di rugby. La 33enne scozzese ha raccontato al Guardian le difficoltà affrontate all’inizio della carriera, tra dubbi sulle capacità fisiche, conoscenza del gioco e reazioni di giocatori e tifosi, spesso segnate dal sessismo. Dopo il passaggio al professionismo nel 2017, Davidson ha lasciato il lavoro in banca con una riduzione dello stipendio. Ha riferito di aver subito insulti verbali e commenti offensivi da bordo campo, oltre a minacce dai toni inquietanti. All’inizio si sentiva isolata, con poche risorse e sostegno. Oggi può contare su una squadra con allenatore, manager e psicologo sportivo. Davidson spiega di aver imparato a farsi rispettare dai giocatori, mantenendo il controllo anche senza poter rispondere agli attacchi. La designazione storica per il Sei Nazioni le è stata comunicata dal responsabile degli arbitri, Joël Jutge, e fino all’annuncio ufficiale ha dovuto mantenere il riserbo.
Hollie Davidson, la prima volta di un’arbitra al Sei Nazioni. ‘All’inizio insulti e sessismo’
