Il deputato democratico Glenn Ivey, del Maryland, richiede che venga presa in considerazione una risoluzione sui poteri di guerra nei confronti dell’Iran, proposta dai Democratici, che obbligherebbe il presidente Donald Trump a ritirare le forze armate statunitensi dalle ostilità con l’Iran. Ivey sottolinea l’aumento del prezzo della benzina di oltre un dollaro al gallone dall’inizio del conflitto e una spesa di 54 miliardi di dollari già sostenuta senza prospettive immediate di fine delle ostilità. Se approvata, la risoluzione impedirebbe al presidente qualsiasi azione militare ulteriore se non per motivi difensivi e richiederebbe una dichiarazione di guerra da parte del Congresso per qualunque operazione aggiuntiva contro l’Iran.
I Repubblicani criticano la proposta, ritenendola un ostacolo inutilmente restrittivo in una fase di incertezza internazionale. A marzo, la Camera dei Rappresentanti aveva già respinto una simile risoluzione proposta dal deputato repubblicano Thomas Massie, con un voto di 212 contro 2019. Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono in guerra e che l’operazione è di natura limitata, ritenendo giusto bocciare la risoluzione.
Le ostilità tra Stati Uniti e Iran sono iniziate il 28 febbraio, con un attacco aereo congiunto di Washington e Israele che ha colpito la leadership militare iraniana, causando la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. Trump e i membri del suo governo hanno affermato che l’operazione era necessaria per impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare.
Diversi esponenti democratici accusano Trump di aver intrapreso azioni di guerra senza il consenso del Congresso, in violazione del War Powers Act del 1973, che prevede la necessità di approvazione congressuale per qualsiasi impegno militare che superi i 60 giorni. Nonostante un recente accordo di cessate il fuoco, Glenn Ivey rimane scettico sulla possibilità che i negoziati portino a una pace duratura, segnalando divergenze tra le proposte delle due nazioni e una mancanza di terreno comune per una rapida risoluzione del conflitto.
