Durante la visita a Kiev del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e del presidente finlandese Alexander Stubb, è scattata un’allerta aerea dovuta a una minaccia di missili balistici provenienti dall’area della città russa di Taganrog. I due leader sono stati evacuati in un rifugio. Era ancora presente in città anche l’ex inviato Usa Keith Kellogg; l’allarme è rientrato poco dopo.
Le celebrazioni per i 35 anni di indipendenza dell’Ucraina hanno rappresentato l’occasione per rilanciare l’attenzione sulla guerra nel paese e per rafforzare il sostegno degli alleati occidentali. Il premier britannico Andy Burnham, nella sua prima visita estera, ha autorizzato la condivisione di progetti riservati sui componenti britannici del missile Scalp, versione francese dello Storm Shadow, per favorire la produzione in Ucraina di questa arma a lungo raggio. Contestualmente, la Commissione europea ha approvato nuovi appalti per la difesa ucraina per un valore di 6,1 miliardi di euro, destinati a sistemi di difesa aerea, missili, munizioni e radar.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato esercitazioni della ‘Forza multinazionale per l’Ucraina’ nei mesi di ottobre e novembre, precisando che l’Italia, come riferito da fonti di Palazzo Chigi, non vi parteciperà, restando coerente con la sua posizione di non invio di soldati in Ucraina. Da parte europea, il presidente Von der Leyen ha ribadito il sostegno dell’Unione, mentre Burnham ha definito la resistenza ucraina paragonabile alla lotta britannica contro il nazismo, scatenando le critiche del Cremlino secondo cui il Regno Unito partecipa attivamente al conflitto e contribuisce ad alimentarlo.
Durante una videoconferenza dei ‘Volenterosi’ – un gruppo di paesi impegnati nel sostegno all’Ucraina – Burnham ha chiesto un incremento della fornitura di missili intercettori Patriot e ha sollecitato il Congresso USA a rafforzare la pressione economica sulla Russia. Il presidente ucraino Zelensky ha evidenziato la necessità di almeno 300 sistemi Patriot per l’inverno e ha segnalato un deficit di 27 miliardi di euro nel settore della difesa, suggerendo di anticipare i fondi europei previsti o di utilizzare i beni russi congelati.
I leader dei Volenterosi si sono impegnati ad aumentare il sostegno militare, a rafforzare la difesa aerea e a intensificare le sanzioni contro il complesso militare-industriale russo. Macron ha inoltre proposto una riunione ministeriale sulla lotta contro la ‘flotta ombra’ russa. Ha avvertito che la Russia potrebbe intensificare le tensioni verso i paesi europei e che anche i membri della Nato potrebbero esserne coinvolti, sottolineando l’importanza di mantenere una posizione risoluta dell’Alleanza.
