Il Collegio del Garante per la Privacy, incluso il presidente Pasquale Stanzione, è indagato dalla Procura di Roma per corruzione e peculato. Dopo le perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza, che hanno portato al sequestro di cellulari e computer dei quattro indagati, il Collegio conferma piena fiducia nella magistratura e ribadisce la volontà di proseguire il proprio lavoro, escludendo le dimissioni. I difensori degli indagati hanno annunciato ricorso al Riesame per chiedere il dissequestro del materiale raccolto.
La procura sta analizzando la documentazione acquisita anche alla luce di segnalazioni anonime di alcuni dipendenti dell’Autorità, che hanno riferito di una gestione disinvolta delle spese e dell’assenza di regolamenti interni adeguati. Le spese di rappresentanza, secondo quanto riferito, sono salite a 400mila euro nel 2024. Tra le criticità segnalate, anche l’uso di carte di credito corporate da parte dei componenti del Collegio e delle spese ritenute eccessive.
Inoltre, alcune testimonianze indicano la presenza di un clima di tensione all’interno dell’Autorità e la preoccupazione per eventuali danni di immagine in caso di divulgazione dei documenti. L’indagine prende in esame anche possibili conflitti di interesse, in particolare nei rapporti fra la compagnia aerea Ita Airways e l’Autorità. L’ex segretario generale Angelo Fanizza ha riferito che tutti e quattro i membri del Collegio sono titolari delle tessere Volare di Ita Airways. Si stanno inoltre valutando i legami tra un avvocato nominato Data Protection Officer della compagnia aerea, membro di uno studio legale fondato da uno degli indagati, Guido Scorza, e il coinvolgimento della moglie di quest’ultimo.
Altre verifiche riguardano i rapporti tra lo stesso studio legale, la società Meta e l’Asl, con riferimento a consulenze e provvedimenti conclusi con ammonimenti. Sul piano politico, il Partito Democratico ha interpellato la presidente Meloni, chiedendo la dimissione dei dirigenti che avrebbero usato fondi pubblici in modo improprio. La Corte dei Conti, che potrebbe avviare un’istruttoria per danno erariale, al momento non rilascia commenti.
