La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza, con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto, dopo due giorni di dibattito intenso e il voto di fiducia. Presenti tra i banchi del governo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il vicepremier Matteo Salvini. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge di conversione e, nello stesso giorno, un decreto correttivo relativo ai rimpatri volontari assistiti, adottato dal Consiglio dei ministri. Il decreto correttivo modifica alcune disposizioni riguardanti il contributo di 615 euro per chi assiste nelle procedure di rimpatrio: l’erogazione è ora legata alla conclusione del procedimento amministrativo, e l’assistenza non è più riservata solo agli avvocati. Viene inoltre eliminato il coinvolgimento diretto del Consiglio Nazionale Forense, lasciando al ministro dell’Interno la definizione dei criteri per individuare i soggetti abilitati all’assistenza e per l’assegnazione dei compensi.
Durante la seduta sono emerse forti tensioni politiche. Le opposizioni hanno protestato mostrando cartelli e cantando “Bella Ciao”, citando la Costituzione e i valori dell’antifascismo, soprattutto alla vigilia del 25 aprile. Deputati del centrodestra hanno risposto intonando l’Inno d’Italia. Il vicepremier Salvini ha minimizzato le polemiche, esprimendo soddisfazione per l’approvazione del provvedimento e sottolineando che “il decreto sicurezza entra in positivo nelle case e sulle strade degli italiani”. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che il governo “rafforza la tutela dei cittadini e la legalità” e fornisce nuovi strumenti contro criminalità, degrado, occupazioni abusive e immigrazione irregolare, con maggiori tutele per le Forze dell’ordine.
Il Partito Democratico ha criticato il decreto definendolo “la certificazione del fallimento dell’azione del governo”, citando l’adozione di più decreti sullo stesso tema e accusando l’esecutivo di ignorare i reali bisogni di sicurezza. Secondo i democratici, il metodo scelto avrebbe compresso il dibattito parlamentare e portato a una normativa giudicata incostituzionale.
Il nuovo testo prevede ulteriori limiti ai cortei, nuove misure a favore degli agenti di polizia, e inasprisce alcune sanzioni, mentre la protesta delle opposizioni richiama l’importanza dei principi democratici e costituzionali.
