Alle 8:54 Papa Leone XIV è atterrato a Lampedusa, accolto da autorità religiose e istituzionali locali. Dopo l’arrivo, il Pontefice si è recato al Cimitero di Lampedusa per deporre un omaggio floreale sulle tombe di migranti morti in mare, sostando in preghiera nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. Le sepolture dei migranti sono segnate da croci realizzate con il legno delle imbarcazioni naufragate.
Papa Leone ha quindi visitato la Porta d’Europa, simbolo dei flussi migratori verso il continente europeo, dove ha incontrato una famiglia di migranti e si è fermato in solitudine a scrutare il mare. In seguito ha scoperto e benedetto la targa intitolata a papa Francesco sul Molo Favarolo, ora rinominato molo Francesco. Ha poi salutato un gruppo di 15 migranti provenienti dall’hotspot locale della Croce Rossa.
La visita ha incluso un giro in papamobile nel campo sportivo di Lampedusa, davanti a numerosi cittadini e fedeli. Durante il suo discorso, il Papa ha ringraziato la comunità locale per l’accoglienza, sottolineando il legame con Papa Francesco e l’attenzione verso i migranti. Ha evidenziato la necessità di affrontare il fenomeno migratorio in modo organico, promuovendo accoglienza, protezione, promozione e integrazione dei migranti, e lavorando anche per lo sviluppo dei paesi di origine.
Attualmente, all’hotspot di contrada Imbriacola si trovano 136 migranti, di cui 51 minori non accompagnati. L’ultimo soccorso in mare, effettuato dalla guardia costiera, ha coinvolto 17 persone partite da Tripoli, tra cui donne e minori.
Attivisti per i diritti umani presenti a Lampedusa hanno denunciato condizioni di forte controllo nell’hotspot e al Molo Favarolo, ora area sempre più militarizzata. Sottolineano criticità legate agli interrogatori da parte di Frontex, anche su minori, e pongono l’accento sulla mancanza di attenzione rispetto alla dignità umana delle persone sopravvissute a traumi e violenze.
Il Papa a Lampedusa: ‘L’Europa è chiamata ad una responsabilità epocale sui migranti’
