Davanti al Duomo di Pavia sono comparsi numerosi biglietti colorati scritti dai bambini, che esprimono un desiderio unanime di pace con messaggi come ‘Aboliamo la guerra’ e ‘Vogliamo la pace’. Un grande albero d’ulivo in piazza simboleggia questa speranza. Papa Leone XIV, in visita nella città lombarda, ha raccolto l’invito dei più piccoli sottolineando l’importanza di essere costruttori di pace e di cominciare ciascuno da sé stesso, rifiutando le parole di odio, gli insulti e il bullismo, che generano conflitto tra persone, comunità e paesi. Il Pontefice ha richiamato le parole di Sant’Agostino, le cui reliquie sono custodite nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, per invitare tutti a promuovere la riconciliazione.

A Pavia, Leone XIV ha rivolto anche un saluto in spagnolo ai peruviani e alla comunità sudamericana presente nel territorio, ribadendo l’attenzione della Chiesa verso il fenomeno migratorio. Successivamente, a Sant’Angelo Lodigiano, patria di santa Francesca Cabrini, il Papa ha ricordato come la missionaria abbia sostenuto gli italiani emigrati negli Stati Uniti a fine Ottocento, sottolineando che la questione migratoria interpella ancora oggi la Chiesa. Leone XIV ha citato Papa Francesco, descritto come ‘figlio di emigrati italiani’ e particolarmente impegnato a favore dei migranti.

Il Papa agostiniano ha scelto Pavia come meta del suo primo viaggio nel nord Italia, città a lui legata dalla memoria di Sant’Agostino. Nel 2007 aveva già accompagnato Papa Benedetto XVI nella sua visita in città. Il priore degli agostiniani Joseph Farrell ha sottolineato il profondo legame del Papa con Pavia. La visita è iniziata nel centro di adroterapia oncologica, una delle sette strutture di eccellenza al mondo per i casi di tumore più difficili. Qui Leone XIV ha incontrato bambini e famiglie e ha ringraziato i medici per il loro lavoro definendoli ‘miracolosi’.