Durante la sua seconda giornata in Angola, Papa Leone XIV si è recato da Luanda a Kilamba, città situata circa 30 chilometri dalla capitale, per celebrare la messa davanti a circa 100mila fedeli secondo le autorità locali. Nell’omelia, il Papa ha ricordato la difficile storia del paese, segnato da decenni di guerra civile, divisioni, povertà e disuguaglianze, definendo l’Angola un ‘paese bellissimo e ferito, che ha fame e sete di speranza, di pace e di fraternità’. Ha sottolineato il rischio di perdere la speranza di fronte a queste difficoltà e ha invitato i cittadini a superare le vecchie divisioni, l’odio e la violenza, lavorando per una nuova cultura della giustizia e della condivisione. Papa Leone XIV si è inoltre rivolto ai cattolici angolani, esortandoli a restare fedeli alla Chiesa e a evitare forme di magia e superstizione, pur riconoscendo il ruolo delle tradizioni religiose locali. La scelta di Kilamba come luogo per la celebrazione è dovuta alla presenza di una vasta spianata adatta ad accogliere un grande numero di persone. Kilamba, costruita dalla Cina, in passato era considerata una ‘città fantasma’ a causa dei prezzi elevati, ma oggi è abitata in prevalenza da élite locali e stranieri legati alle multinazionali. La zona è considerata simbolo della crescente presenza straniera in Angola, in particolare cinese. Più tardi, il Papa ha previsto altri spostamenti: in elicottero si recherà a Muxima per guidare la recita del rosario presso il santuario di Mama Muxima, tornando poi a Luanda nel tardo pomeriggio.
Il Papa in Angola, in 100mila alla messa a Kilamba, ‘Paese bellissimo ferito dalla guerra’
