Papa Leone, proseguendo il suo viaggio in Africa dopo l’Algeria, è arrivato a Yaoundé, in Camerun. In un paese colpito dalla guerra civile e guidato da Paul Biya da oltre quarant’anni, il Pontefice ha incontrato le autorità al Palazzo presidenziale e ha sottolineato la necessità di rifiutare la logica della violenza e della guerra, promuovendo invece una pace fondata su amore e giustizia. Secondo Papa Leone, la pace non si ottiene con minacce o armamenti, ma mediante il dialogo, la fiducia e la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Ha sollecitato un ‘esame di coscienza’ per rompere le catene della corruzione e ha ribadito che la sicurezza deve andare di pari passo con il rispetto dei diritti umani.
Durante la visita, è stato stabilito un periodo di tregua tra le parti in conflitto; tuttavia il paese resta segnato da violenze, fondamentalismi e dall’emigrazione di molti giovani in cerca di un futuro migliore. Il Papa ha evidenziato che la diversità del Camerun può essere una ricchezza, ma il dialogo tra le comunità è essenziale per la convivenza pacifica.
Intanto, da oltreoceano, continuano le polemiche: Donald Trump ha attaccato il Papa sui social, pubblicando anche una foto generata con IA che li ritrae insieme a Gesù, affermando che Dio avrebbe scelto lui per contrastare i ‘mostri satanici’. Il suo vice JD Vance ha chiesto al Papa cautela nel parlare di teologia, sostenendo la tradizione della ‘guerra giusta’. In risposta, un editoriale sui media vaticani ha ricordato la difficoltà di parlare oggi di guerra giusta alla luce della potenza distruttiva delle armi moderne, un concetto già superato nell’enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII. I vescovi americani sottolineano che per considerare giusta una guerra, deve trattarsi di difesa contro una reale aggressione, posizione richiamata dal Papa durante il suo viaggio.
